PASSATO & FUTURO S.R.L./Conferenza stampa di presentazione "Il Ponte del Patrimonio", ore 12, 5 giugno 2026, Palazzo Farnese

di Oltremonti pubblicato il 03/06/2026 - Prot. 101783

Informiamo che il 5 giugno p.v., alle ore 12.00, presso il Salone Pier Luigi di Palazzo Farnese si terrà la conferenza stampa di presentazione de "Il Ponte del Patrimonio".

Si tratta di una convenzione culturale che unisce Palazzo Farnese — cuore simbolico di Piacenza città, sede dei Musei Civici con le proprie meraviglie — e il Castello di Gropparello, maniero medievale della Val Vezzeno che da trent’anni trasforma la storia in esperienza viva. Un ponte, appunto: non una sovrapposizione, non una competizione, ma una connessione strategica.

Grazie alla convenzione, chi visiterà i Musei Civici di Palazzo Farnese potrà accedere al Castello di Gropparello a condizioni agevolate entro sei mesi dalla visita, e viceversa. Due patrimoni distinti, due anime complementari di uno stesso territorio, che entrano in modo naturale in dialogo formale e continuativo, per promuoversi insieme.

Un legame che viene da lontano

Il Castello di Gropparello si prodiga fin dall’inizio della sua attività culturale e turistica per creare rete di territorio, per raccogliere in uno scrigno strategico tutta la ricchezza del patrimonio storico, artistico, naturalistico ed enogastronomico. La nascita dell’Associazione dei Castelli del Ducato ne è stato un primo passo concreto: raccogliere i castelli legati all’identità storica e culturale del territorio — terra dei Farnese, famiglia regnante proveniente da Viterbo che ha segnato la storia di Piacenza dal Rinascimento fino quasi all’epoca moderna — ha rappresentato una mossa naturale ma anche innovativa.

Il filo che unisce oggi il Castello di Gropparello a Palazzo Farnese non è solo geografico: è storico — questa è terra dei Farnese, e il loro segno è incarnato nel palazzo e impresso nella storia di ciascuno, in ogni archivio, in ogni racconto che attraversa la provincia. È di identità personale per il castello: la castellana di Gropparello viene da Viterbo, la stessa terra da cui i Farnese mossero i loro passi verso le terre di Piacenza, creando il ducato e portando benefici economici ed evoluzione sociale. Ed è di vocazione per lo sviluppo: entrambe le realtà lavorano ogni giorno per la diffusione della cultura, proponendosi come mete d’eccellenza per il turismo scolastico e privato, ciascuna con la propria voce, e da oggi insieme nella stessa direzione.

Piacenza: un patrimonio vivo che merita di essere vissuto

Piacenza, città d’arte vivibilissima e abitata dai piacentini (senza overtourism), negli ultimi anni è sbocciata come prodotto culturale e turistico, mostrando al pubblico un cuore prezioso di tesori rari distribuiti in tutta la città. L’orgoglio di appartenere/essere parte di un territorio così ricco di storia e cultura, ma al tempo stesso autentico, intimo ed emozionante da scoprire, ci entusiasma e ci spinge a promuovere sempre di più l’esperienza emotivamente coinvolgente della visita alla città. Palazzo Farnese ne è il cuore, uno dei simboli e uno dei punti cardine del patrimonio e dell’identità piacentina. Il Castello di Gropparello, a pochi chilometri, ne è la naturale prosecuzione esperienziale: qui la storia non si osserva, si abita.

Una buona pratica già in azione

La capacità di fare sistema non è solo una dichiarazione di principio: è una competenza già dimostrata. Nell’ultimo anno il Castello di Gropparello ha promosso e coordinato un educational tour di tre giorni che ha portato a Piacenza 120 presidi di scuole secondarie di primo e secondo grado delle Marche, costruendo rete con la città e la provincia per mostrare loro il patrimonio culturale e naturalistico, la città e i castelli, i musei e le tipicità enogastronomiche — con l’obiettivo di promuovere Piacenza come meta d’eccellenza per le gite scolastiche dei loro studenti. Un museo a cielo aperto. Un’azione rapida, concreta, vincente: già capace di proiettare i suoi effetti sugli anni a venire, in termini di flussi, di conoscenza e di amore per questo territorio. Il “Ponte del Patrimonio” si inserisce in questa stessa visione: Piacenza come sistema culturale coeso, dove pubblico e privato non si dividono il campo ma lo ampliano insieme. Una buona pratica di territorio, in una città e provincia che sempre più si apre al turismo con azioni mirate, chiare e strategiche — di grande respiro e di grande peso culturale.

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